Esigiamo i vostri saperi. Appello delle madri e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi. نطالب بما تعرفونه: نداء امّهات و عائلات المهاجرين التونسيين المفقودين

Tunisia: settembre 2010, febbraio, marzo, aprile, maggio 2011, settembre, novembre 2012. Tunisia: febbraio 2013. Le prime date sono quelle delle partenze dei nostri figli, l’ultima, febbraio 2013, è quella in cui scriviamo questo appello.

Siamo madri e famiglie tunisine che da anni ormai continuano a chiedere verità. L’abbiamo fatto in vari modi, con le nostre manifestazioni e sit-in, rivolgendoci ai nostri governi e istituzioni, chiedendo all’Italia, pretendendo dalle autorità dei due paesi lo scambio delle impronte digitali, ma per ora abbiamo ottenuto solo risposte vaghe, impegni formali e nessuna chiarezza rispetto allo scambio avvenuto.

I nostri figli sono partiti per l’Italia e l’Europa subito prima o dopo la nostra rivoluzione, e l’hanno fatto nell’unico modo previsto per loro dalle politiche europee: attraversando il Mediterraneo su piccole imbarcazioni, dal momento che le politiche europee non prevedono che dalla Tunisia si possa prendere un aereo o una nave di linea con la stessa libertà con cui possono farlo i cittadini europei che vengono nel nostro paese.
Di molti di loro non abbiamo più alcuna notizia, altri sono morti in uno dei tanti naufragi del Mediterraneo.

Sono, dunque, figli “dispersi”, sia quelli morti di cui non ci sono stati restituiti i corpi, sia quelli di cui non abbiamo più notizie, per quanto alcune madri e famiglie riconoscano le loro immagini nei reportage televisivi italiani e francesi.

Siamo madri, padri, sorelle e fratelli. Nello stesso modo in cui lo si è in Europa. Ma per centinaia di giovani dispersi solo 6 di noi sono riusciti ad ottenere il visto per l’Italia per cercare di andare a capire che cosa fosse successo. Per le politiche europee, dunque, il nostro affetto e il nostro dolore non hanno lo stesso valore degli affetti che, in un caso simile, verrebbero riconosciuti ai familiari di giovani europei.

Vogliamo che non sia così. Per questo, chiediamo ora all’Unione europea di rendere conto sino in fondo di quanto è successo. Nemmeno noi conosciamo il numero esatto di quanti siano i “dispersi”, ma sono tanti, centinaia, per la sola Tunisia, senza contare i dispersi e i morti che in tutti questi anni hanno trasformato un così breve tratto di mare in un cimitero marino.

Per il nostro dolore, ma soprattutto per i nostri figli “dispersi” vogliamo che sia fatto tutto il possibile per rispondere alle nostre domande. In tutti questi mesi abbiamo raccolto informazioni e sappiamo: quando sono partiti, da quali luoghi, verso dove, con quali imbarcazioni, il numero di persone per ogni imbarcazione, da quali numeri di telefono ci hanno telefonato durante il loro viaggio, l’ora delle telefonate, la compagnia telefonica da cui chiamavano, abbiamo i video dei telegiornali italiani e francesi in cui alcune famiglie riconoscono i loro figli, in un caso l’articolo di un giornale italiano che dà notizia dell’arrivo di una delle imbarcazioni e per alcuni naufragi accertati possiamo indicare i luoghi in cui sono avvenuti.

Questo è il nostro sapere. Ma sappiamo anche che quel tratto di mare è continuamente osservato dagli innumerevoli mezzi tecnologici che l’Unione europea con i suoi stati membri e la sua agenzia Frontex dispiega tra le due sponde del Mediterraneo per il controllo delle migrazioni. Radar, satelliti, motovedette, aerei, elicotteri, e, dopo l’arrivo, impronte digitali. Sappiamo che tutte queste informazioni vengono archiviate. Sappiamo che oltre ai mezzi dell’Unione europea ci sono anche quelli della Nato.

Chiediamo dunque all’Unione europea la formazione di una commissione per metterci a disposizione i suoi saperi, con la partecipazione dei governi italiano e tunisino in quanto stati coinvolti. Chiediamo che alla commissione partecipi un rappresentante delle famiglie per ogni imbarcazione, con il visto per poter prender parte alle riunioni della Commissione. Chiediamo inoltre la partecipazione: dei tecnici europei, italiani e tunisini impegnati nelle politiche di controllo delle migrazioni, dei nostri avvocati italiani e tunisini e, di volta in volta, sui singoli punti, dei tecnici ed esperti che possano aiutarci nel lavoro di ricerca e che saremo noi a indicare, delle persone che ci hanno aiutato nella costruzione del nostro dossier.

Vogliamo sapere e chiediamo:
1) la localizzazione delle imbarcazioni al momento delle telefonate pervenute durante il viaggio e tutte le informazioni raccolte dai mezzi tecnologici di controllo nei giorni interessati
2) il controllo nominale da parte dei nostri tecnici dello scambio di informazioni dattiloscopiche già avvenuto tra le autorità tunisine e italiane e l’approfondimento della ricerca in questo senso sui database europei
3) il confronto tecnico dei video in cui i genitori riconoscono i propri figli con le fotografie degli stessi e la messa a disposizione delle immagini di archivio precedenti e successive a quelle apparse nei reportage televisivi
4) il recupero dei corpi delle persone morte durante i naufragi e il recupero dei relitti

Chiediamo a tutte/i coloro che ci hanno appoggiato e a tutte/i coloro che vogliono farlo di impegnarsi a sostenere la nostra richiesta

Madri e famiglie tunisine dei figli “dispersi”

1) Rawafi Samir 2) Werteni om el Khir 3) Cherni Monjiya 4) Bou Ila Fatma 5) Ben Hssin Mostafa 6) Ben Hassin Ahmed 7) Rhimi Hamed 8) Rhimi Mbarka 9) Rhimi Mohamed 10) Rhimi Abedel Kader 11) Mhamdi Zohra 12) Rahali Moncef 13) Boughanmi Khdija 14) Ghanmi Malika 15) Ghribi Mahbouba 16) Ayari Fajra 17) Mathlouthi Chrifa 18) Bouthouri Rebeh 19) Bouthouri Aziza 20) Bouthouri Feleh 21) Bouthouri Khdija 22) Bouthouri Ezzdin 23) Nasri Rachida 24) Nefzi Jamila 25) Manaai Amna 26) Selliti Salha 27) Bou Elali Hayet 28) Ben Sahra Rayes 29) Ben Gharsa Nejya 30) Mejri Najwa 31) Ksouri Salha 32) Kasrawi Fatma 33) Ayaechi Hejer 34) Ouni Nejya 35) Ouni Saida 36) Dachrawi Fadhila 37) Mounira Chakroui 38) Manai Zakia 39) Soltani Hejer 40) Soltani Imed 41) Tayaa Zmorda 42) Abasi Hanen 43) Jdidi Mokhtar 44) Zawi Thouraya 45) Rawahi Souad 46) Sidani Jamila 47) Zayani Mohsen 48) Bejaoui Moufida 49) Ben Ghars Nejia 50) Mathlouthi Crhifa 51) Gsouri Salha 52) ElBarhi Safia 53) Mazhoud Faten 54) Limam Zohra 55) Jiljli Radhia 56) Jiljli Fathia 57) Karoui Fatma 58) Bahri Yamina 59) Habboubi Abdelwaheb 60) Kamoun Abdelaziz 61) Ben Smida Mouhamed 62) Monira Ganouni 63) Salma Nefzi 64) Hanen Kaabachi 65) Ines Bouaazi 66) Dalila Hamdi 67) Bader Medfaaii 68) Abdelkader Bou Tara 69) Hanen Kridis 70) Rebah Selem 71) Anis Hamdi 72) Rihab Sahnon 73) Walid Ben hamouda 74) Anwer Jrir 75) Tawfig Kileni 76) Radiya Ben Mouhamed 77) Sahra Ben Rays 78) Zakiya Manyi 79) Kamel Tarchoune 80) Basma Trablsi 81) Hammza Mrazgiya 82) Ahmed Ben Amara 83) Monjiya Charni 84) Feten Charni 85) Moktar Jdidi 86) Fatma Ben Ataya 87) Rachida Mansour 88) Salha Kasrawi 89) Jamila Sidani 90) Hayet Bouali 91) Sahra Ben Erays 92) Rebah Hamrawi 93) Samia Nakashi 94) Tahher Nakashi 95) Meherzia Chargoui El Rouafi 96) Ayed Jeljli 97) Fahma Rebhia 98) Sonia Janhaoui 99) Mehriz Nakkaji 100) Taher Raouafi 101) Rachida Beji 102) Teber Ajmi 103) Fatma Bent Ali 104) Jasmina Ghribi 105) Hamida Ayari 106) Moungi Delajssi 107) Noureddine Mbarki 108) Jamel Eddine El Mil 109) Wahida Hacheni 110) Ali Ben Mabrouk 111) Mohamed Ali Briki 112) Naima Ben Hadj Selem 113) Rafika Sayedi 114) Moncef Belhadj Ettaleb 115) Riadh Ben Hadj Ahmed 116) Saida Ben Sassi 117) Mohamed Ben Khadhar 118) Younes Ben Ali Khmiri 119) Brahim Addali 120) Romdhana Balhoudi 121) Habib Alaya 122) Mohamed Bayadhi 123) Ali Ayari 124) Fatma Chwaykhi 125) Hedi Ben Youssef Amri 126) Mahmoud Ben Hadj Taleb 127) Fraj Ben Omor Ben Houaydi 128) Karima Ben Lbrahim 129) Mohamed Ben Lasoued 130) Rebah Ben Mohamed Ben Sabeur 131) Taoufik Ben Ali Boughanmi 132) Ahmed Ben Abderrahmen Abbassi 133) Ali Ben Hedi Bouganmi 134) Mohamed Ben Mabrouk Brick 135) Zahani Ben Salm Drbali 136) Nejia Lakdher 137) Naceur Soltani 138) Fawzi Soltani 139) Salah Ben Wsifi 140) Souad Ben Ahmed Ben Ammar Ben Sassi 141) Ouanissa Omri 142) Mohamed Salah Naseri 143) Chedli Ben Bouzayene Salhi 144) Khalifa Ben Ali Salhi 145) Ahmed Tahri 146) Issa Ben Abderraouf 147) Salah Oualhezi 148) Hasna Ben Salah 149) Abderrahmen Amri 150) Fatma Amri 151) Zohra Hajri

نطالب بما تعرفونه: نداء امّهات و عائلات المهاجرين التونسيين المفقودين
تونس: سبتمبر 2010، فيفري، مارس، أفريل، ماي 2011، سبتمبر، نوفمبر 2012. تونس: فيفري 2013. التواريخ الأولى سافر فيها أولادنا، أما الأخير، وهو فيفري 2013، نكتب فيه نداءنا هذا. إننا أمهات وعائلات تونسية نطالب بالحقيقة منذ سنوات. طلبناها بطرق مختلفة: عن طريق الإعتصامات والمسيرات، وبتوجهنا لحكوماتنا ومؤسساتنا بالإضافة إلى السلطات الإيطالية وطالبنا من البلدين أن تقوما بتبادل البصمات، غير أننا، وإلى حد الآن لم نر غير أجوبة غامضة، وعود شكلية، ولا وضوح فيما يخص إتمام التبادل. سافر أبناؤنا إلى إيطاليا أو إلى غيرها من دول أوروبا قبل الثورة و إثرها بقليل، وقاموا بالسفر بالطريقة الوحيدة المتاحة نظرا للسياسات الأوروبية المنتهجة و ذلك بعبور البحر الأبيض المتوسط بقوارب صغيرة، لأن هذه السياسات لا تسمح بركوب طائرة أو سفينة عادية من تونس كما هو مسموح به للمواطنين الأوروبيين الذين يسافرون إلى بلدنا. لم يبلغنا خبر عن العديد منهم، في حين لقى آخرون حتفهم خلال غرق القوارب في البحر الأبيض المتوسط. فهم إذن إما أولاد “مفقودون”، أو متوفون لم نر جثثهم، أو أولئك الذين لم يعد لنا خبر عنهم، مع أنّ بعض الأمهات والعائلات تعرفت على صور أبنائها في التغطيات التلفزيونية الفرنسية والإيطالية. إننا آباء وأمهات ، إخوة وآخوات، كما هو الحال في أروبا. غير أن 6 من مئات العائلات فقط نجحوا في الحصول على تأشيرة إلى إيطاليا قصد الذهاب و محاولة فهم ما جرى على عين المكان . فحسب السياسات الأروبية إذن، فإن عطفنا وألمنا ليس بنفس القيمة التي تعطى لعائلات شباب أروبيين في حالات مماثلة. لا نريد أن تجري الأمور بهذه الشاكلة، لذلك نطلب من الإتحاد الأروبي توضيحا عميقا عما حدث. نحن أيضا نجهل عدد ال”مفقودين” لكنهم كثيرون، مئات في تونس فقط، بغض النظر عن المفقودين والمتوفيين الذين حوّلوا البحر الأبيض المتوسط إلى مقبرة بحرية خلال السنوات الأخيرة. إعتبارا لألمنا، وخاصة من أجل أولادنا ال”مفقودين”، نريد بذل كل جهد ممكن للحصول على أجوبة. خلال الشهور الأخيرة استفسرنا فعلمنا: متى سافروا، من أين، إلى أين، بأي مركب، عدد الأشخاص في كل القوارب، أرقام هاتفية اتصلوا منها خلال سفرهم، ساعة المكالمات، الشركة الهاتفية التي اتصلوا بها، وعندنا الفيديوات الفرنسية والإيطالية التي تعرف فيها بعض العائلات إلى أبنائهم، إضافة إلى مقال صادر بإحدى الصحف الإيطالية يفيد بوصول مركب من المراكب، كما نعلم أماكن حدوث بعض حالات غرق مؤكدة. هذا ما توصلنا إليه. غير أنّنا نعلم أيضا أنّ ذلك الممرّ البحري تراقبه وسائل تكنولوجية لا تحصى، يملكها الإتحاد الأروبي، وعلى وجه التحديد وكالته “فرونتيكس”، وهي وسائل تكنولوجية منتشرة بين الضفّتين من أجل مراقبة الهجرة. رادارات، أقمار صناعية، دوريات بحرية، طائرات، هليكوبترات، وبصمات إثر الوصول. و أن جميع هذه المعلومات مخزّنة. وعلاوة عن وسائل الإتحاد الأروبي، هناك أيضا وسائل الناتو. وعليه فإننا نطلب من الإتحاد الأروبي تشكيل لجنة تعرض لنا معلوماتها، بمشاركة كل من الحكومة الإيطالية والتونسية بصفتهما مورّتطان. ونطالب أن يكون في اللجنة ممثل عن العائلات، و ممثل واحد لكلّ مركب،يتمتع بتأشيرة سفر تسمح له بالسفر لحضور مداولات اللجنة. ونطالب أيضا بمشاركة تقنيين أروبيين، إيطاليين و تونسين يعملون في سياسات مراقبة الهجرة، ومشاركة محاميين، إيطاليين وتونسين، ومشاركة تقنيين وخبراء في مواضيع مختلفة في الإجتماعات،كانوا قد ساعدونا في البحث و تكوين ملفّنا. نريد أن نعرف و نطالب: 1: موقع المراكب وقت المكالمات الهاتفية التي تمت خلال السفر، وجميع الأخبار التي جمعتها الوسائل التكنولوجية للمراقبة في أيام السفر. 2: المراقبة الاسمية لتبادل البصمات الذي قد تمّ بين السلطات التونسية والسلطات الإيطالية من طرف تقنيينا، وأيضا توسيع هذا البحث في قاعدة البيانات الأروبيّة. 3: المقارنة التقنية للفيديوات التي تعرفت فيها العائلات على أبنائها و صورهم، وتوفّر الصور المخزّنة قبل وبعد الصور التي وردت في التقارير التلفزية. 4: إيجاد جثث المتوفيين في حالات غرق وإيجاد حطام سفنهمونطلب من كل الذين دعمنا /دعمونا ومن كل الذين يردن/يريدون أن يدعمنا/يدعمونا أن يساندوا طلبنا

We demand your knowledges. A petition by the mothers and the families of missing Tunisian migrants

Tunisia: September 2010; February, March, and April 2011; September and November 2012. Tunisia: February 2013. Our sons and daughters left Tunisia on the above first four dates; in February 2013, we are writing this petition to you.

We are Tunisian mothers and families who have been asking for the truth for years. We have been doing it in several different ways, with marches and sit-ins, reaching out to our institutions and governments, asking for it from Italy, demanding a fingerprint exchange between Italian and Tunisian authorities to trace our sons and daughters. However, so far we only have gotten vague answers, formalistic commitments, and no clarity on whether the fingerprint exchange has indeed been performed.

Our sons and daughters have left for Italy and Europe right before or right after our revolution. They left crossing the Mediterranean in the only way allowed to them, namely on small boats, as European policies prevent Tunisians to take a plane or a liner boat with the same freedom allowed to European citizens when they come to our country.

We have heard no news from many of them; others have died in one of the many shipwrecks in the Mediterranean.

They are therefore “missing” sons and daughters: the ones who died and whose bodies have not been given back to us, as well as the ones we have not heard from, even if some mothers and families have recognized their images in some Italian and French news reports.

We are mothers, fathers, sisters and brothers. And we are mothers, fathers, sisters and brothers in the same way that one is such in Europe. But only 6 of us obtained a visa to go to Italy to try to understand what happened to hundreds of missing young people. For European policies, our love and our pain do not have the same value that would be granted to family members of European young people in a similar situation.

We don’t want this to be. This is why we ask the European Union to thoroughly account for what happened. We do not know the exact number of “missing” people, but we know there are a lot, hundreds from Tunisia only, and the number is much higher when one considers all the people who have died at sea in these past years, turning this short stretch of sea in a maritime cemetery.

For our pain, and even more so for our “missing” sons and daughters, we want everything that is possible to be done to answer our questions. During these months we have gathered information and so now we know: when they left, from where, where they were directed, on which boats, how many people were in each boat, the phone numbers they called us from during their trip, the time of their phone calls, the phone company; we also have the news videos where some families recognized their sons and daughters, we have the article of an Italian newspaper talking about the arrival of one of the boats, and we know the precise location of some of the verified shipwrecks.

This is our knowledge. But we also know that that stretch of sea is constantly monitored by the numerous surveillance technology means deployed by the European Union, its member state and its agency Frontex across the two Mediterranean shores in order to control migrations. They consist of radars, satellite, guard ships, airplanes, helicopters, and, after migrants’ arrival, digital fingerprints. We know that this information is archived. We know that also NATO means are deployed, not only the European Union ones.

We ask the European Union to form a commission to make these knowledges available to us, with the participation of Italian and Tunisian government representatives. We ask that one family representative for each boat should participate in the commission and that a visa should be made available these family representatives can take part in the commissions’ meeting. We also ask for the participation of European, Italian, Tunisian experts of migration control policies in the commission, as well as experts we will name drawing from the pool of people who have helped us putting together our dossier.

We want to know and we ask for:
1) the localization of the boats at the moment when we received phone calls from our sons and daughters while they were traveling and all the information that migration control instruments have gathered in the days indicated.
2) our experts being allowed to check, case by case, the dactyloscopic information exchange which has already happened between Tunisian and Italian authorities and we also ask that this research should be expanded drawing from European databases
3) the technical comparison of the news videos where the parents recognize their sons and daughters with the pictures of their sons and daughters and that that news coverage images should be made available from tv archives of the days preceding and following those where the parents recognize their sons and daughters
4) the recovering of the corpses of people who died in shipwrecks and the salvage of relics

We ask that our demand be supported by all the women and men who have been helping us and those who want to do it now.

Nous exigeons vos savoirs. Appel des mères et des familles des migrants tunisiens disparus.

Tunisie: septembre 2010, février, mars, avril, mai 2011, septembre, novembre 2012. Tunisie : février 2013.  Les premières dates sont celles des départs de nos enfants; la dernière, février 2013, est la date à laquelle nous écrivons cet appel.

Nous sommes des mères et des familles tunisiennes qui, depuis des années désormais, demandent la vérité. Nous l’avons fait de plusieurs manières : par nos manifestations et sit-in, en nous adressant à nos gouvernements et nos institutions, en nous adressant à l’Italie, en exigeant des autorités des deux pays un échange des empreintes digitales. Mais jusqu’à maintenant, tout ce que nous avons obtenu, ce ne sont que des réponses vagues, des engagements formels et aucune clarté concernant l’échange des empreintes.

Nos enfants sont partis vers l’Italie et l’Europe juste avant et après notre révolution, et ils l’ont fait par le seul moyen qui leur est laissé par les politiques européennes : en traversant la Méditerrané sur de petites embarcations, puisque que les politiques européennes ne prévoient pas que de la Tunisie il soit possible de prendre un avion ou un navire de ligne avec la même liberté qui est octroyée aux citoyens européens qui viennent dans notre pays.

De beaucoup d’entre eux nous n’avons plus eu aucune nouvelle; d’autres sont morts pendant un des nombreux naufrages de la Méditerrané.

Ce sont, donc, des enfants “disparus”, aussi bien ceux qui sont morts et dont on ne nous a pas restitué les corps, que ceux dont nous n’avons plus de nouvelles, bien que certaines mères et familles reconnaissent leurs images dans des reportages télévisés italiens et français.

Nous sommes mères, pères, sœurs et frères. De la même manière que l’on peut l’être en Europe. Mais alors que des centaines de jeunes ont disparu, six parents seulement parmi nous ont réussi à obtenir un visa pour l’Italie pour essayer d’aller comprendre ce qui s’était passé. Pour les politiques européennes, donc, notre affection et notre douleur n’ont pas la même valeur que celles qui, dans un cas pareil, seraient reconnues aux parents de jeunes européens.

Nous ne voulons pas qu’il en soit ainsi. C’est pourquoi nous demandons à l’Union européenne de faire une clarté totale sur ce qui est arrivé. Nous non plus, nous ne connaissons pas le nombre exact des « disparus », mais ils ont été nombreux, des centaines pour ce qui ne concerne que la Tunisie, sans compter les disparus et les morts qui, pendant toutes ces années, ont transformé un si petit bras de mer en cimetière marin.

Pour notre douleur, mais surtout pour nos enfants « disparus », nous voulons que soit fait tout ce qui est possible pour répondre à nos questions. Pendant tous ces mois nous avons recueilli des informations et nous savons quand ils sont partis, de quels lieux, vers où, avec quels bateaux, le nombre de passagers de chaque embarcation, les numéros de téléphone desquels ils nous ont appelés pendant leur voyage, l’heure des appels, la compagnie téléphonique de leurs portables, nous avons les vidéos des journaux télévisés italiens et français sur lesquels certaines familles reconnaissent leur enfants, dans un cas l’article d’un journal italien qui informe de l’arrivée d’une des embarcations et nous pouvons indiquer les lieux où certains des naufrages avérés se sont produits.

Voilà ce que nous savons. Mais nous savons aussi que ce bras de mer est continuellement observé par les innombrables moyens technologiques que l’Union européenne avec ses États membres et son agence Frontex déploie entre les deux rives de la Méditerranée pour le contrôle des migrations. Radars, satellites, vedettes, avions, hélicoptères et, après l’arrivée, les empreintes digitales. Nous savons que toutes ces informations sont archivées. Nous savons qu’aux moyens de l’Union Européenne s’ajoutent ceux de l’OTAN.

Nous demandons donc à l’Union européenne la création d’une commission pour mettre à notre disposition ces savoirs, avec la participation des gouvernements italien et tunisien en tant qu’États impliqués. Nous demandons qu’à cette commission participe un représentant des familles pour chaque bateau, avec la délivrance d’un visa pour pouvoir participer aux réunions de la commission. De plus, nous demandons la participation des techniciens européens, italiens et tunisiens engagés dans les politiques de contrôle des migrations, de nos avocats tunisiens et italiens et, ponctuellement, concernant des points spécifiques, des techniciens et des experts que nous indiquerons et qui pourront nous aider dans le travail de recherche, et enfin des personnes qui nous ont aidés dans l’établissement de notre dossier.

Nous voulons savoir et demandons:

1) La localisation des embarcations lors des appels reçus pendant le voyage et toutes les informations recueillies par les moyens technologiques de contrôle les jours concernés.
2) Le contrôle nominal par nos techniciens de l’échange des informations dactyloscopiques qui a déjà eu lieu entre les autorités tunisiennes et italiennes et un approfondissement de la recherche sur ce point sur les bases de données européennes.
3) La confrontation technique des vidéos sur lesquelles les parents reconnaissent leur fils avec leur photographie, et la mise à disposition des images d’archive précédant et suivant celles qui sont apparues dans les reportages télévisés.
4) La récupération des corps des personnes mortes pendant les naufrages ainsi que la récupération des épaves.

Nous demandons à toutes les personnes qui nous ont soutenues et à toutes celles qui désirent le faire de s’engager à appuyer notre demande

Les mères et les familles des enfants « disparus »

 

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12 Responses to Esigiamo i vostri saperi. Appello delle madri e delle famiglie dei migranti tunisini dispersi. نطالب بما تعرفونه: نداء امّهات و عائلات المهاجرين التونسيين المفقودين

  1. Pingback: Dispersi tunisini: manifestazioni e proteste a due anni dalla scomparsa - Amisnet

  2. Pingback: Karim, scomparso nel Mediterraneo, e la sua mamma coraggio | La città nuova

  3. Marcello Buiatti says:

    Ogni omicidio é un insulto alle vite di tutti. Piangiamo chi scompare e i loro congiunti ma lottiamo perchè questo massacro immane finisca e si ritorni da una vita alienata e basata solo sullo scambio di denaro virtuale a quella vera di carne e sangue dolori e gioie felicità e tristezze che ci accomunano tutti. Ricordiamoci che siamo vivi e che la morte in particolare dei nostri figli la vita ce la toglie e ce la nasconde. Combattiamo perché ognuno ricordi e aiuti i suoi fratelli e le sue sorelle di ogni età e popolo

  4. maria salghetti drioli says:

    Per poter dormire la notte dobbiamo combattere la disumanità con tutte le nostre anche piccole forze.

  5. Stefania Sinigaglia says:

    E’ un oltraggio immane al buon senso forse anche e oltre il comune senso di umanita’ che dopo due anni ancora si debba vedere un appello del genere. Quando sono stata in Tunisia nel dicembre 2011 gia mi era sembrato mostruoso che non ci fossero risposte convincenti, e ora dopo altri 15 mesi e’ un obbrobrio. Non sono in Italia, cerchero’ appena torno di mettermi in contatto con Milano e le venticinqueundici.

  6. luciana percovich says:

    sono con voi, o meglio siamo noi insieme difronte a questo orrore!

  7. Pingback: Le madri dei tunisini scomparsi, una commissione per sapere

  8. Mario Guarino says:

    La mia vicinanza e solidarietà. Capisco e condivido, come essere umano e anche come padre, il tormento dei genitori di questi giovani. E’ una vergogna il disinteresse dei governi, a cominciare da quello italiano.
    Mario Guarino

  9. rosaria monaco says:

    le mamme sono mamme in tutto il mondo e vanno sostenute in qualunque parte del globo!!

  10. Pingback: I dispersi e morti nel Mediterraneo | nadur.net - No Borders No Nations

  11. Gualtiero Via says:

    sono con voi
    ho pubblicato il link a questo appello nella mia pagina FB

  12. Flavia Donati says:

    Verissimo, ciascuna vita ha un nome ed eguale importanza..
    Non dare un nome è dis-umanizzante.
    Così le leggi razziste agiscono indisturbate.
    Flavia Donati

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