{"id":661,"date":"2012-02-11T11:54:06","date_gmt":"2012-02-11T10:54:06","guid":{"rendered":"http:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=661"},"modified":"2012-02-13T18:59:28","modified_gmt":"2012-02-13T17:59:28","slug":"sciopero-della-fame-della-delegazione-delle-famiglie-dei-migranti-tunisini-dispersi-e-del-comitato-di-sostegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=661","title":{"rendered":"Sciopero della fame della delegazione delle famiglie dei migranti tunisini dispersi e del comitato di sostegno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><a href=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/files\/2012\/02\/palermo1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-701 aligncenter\" src=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/files\/2012\/02\/palermo1.jpg\" alt=\"\" width=\"466\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/files\/2012\/02\/palermo1.jpg 356w, https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/files\/2012\/02\/palermo1-300x161.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 466px) 100vw, 466px\" \/><\/a>La notizia arriva dalla delegazione delle famiglie dei migranti tunisini dispersi, da qualche giorno in Italia, a Palermo, per iniziare la ricerca dei propri figli. Da oggi sono in sciopero della fame e in sit-in davanti al consolato tunisino insieme al comitato di associazioni che li sostiene. In Tunisia, le famiglie chiedono da quasi un anno, ormai, che qualcuno risponda loro sulla sorte di quei giovani partiti verso l\u2019Europa subito dopo la rivoluzione e che non hanno dato notizia di s\u00e9 dopo la loro partenza. Manifestazioni e sit-in davanti ai diversi ministeri e all\u2019ambasciata italiana, incontri con diversi ministri o funzionari ministeriali non hanno permesso loro di aver ancora alcuna risposta. <!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\">Da qualche mese, hanno diffuso in Tunisia e in Italia il loro <a href=\"http:\/\/www.storiemigranti.org\/spip.php?article995\" target=\"_blank\">appello<\/a>, dando luogo, insieme a un collettivo di donne tunisine e italiane, alla campagna <a href=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?page_id=354\" target=\"_blank\">\u201cDa una sponda all\u2019altra: vite che contano\u201d<\/a>: chiedono la collaborazione tra le istituzioni italiane e tunisine affinch\u00e9 ci sia un riscontro delle impronte digitali dei loro figli, per poter sapere se siano vivi o morti. E\u2019 una richiesta inaudita per quelle autorit\u00e0, abituate allo scambio quotidiano delle impronte per poter espellere i migranti. Non \u00e8, dunque, un caso che a tutt\u2019oggi non sia pervenuta nessuna risposta ufficiale, nonostante i via vai diplomatici da un paese all\u2019altro per continuare la pratica degli accordi sul controllo e il governo delle migrazioni in cui, giungono notizie di corridoio, anche quella vicenda comincia a essere posta sul tavolo dei negoziati. Evidentemente, n\u00e9 le istituzioni italiane n\u00e9 quelle tunisine ritengono che le mamme e le famiglie dei migranti siano soggetti con cui interloquire e a cui comunicare le proprie decisioni, per quanto riguardino i loro figli. E mentre in Tunisia l\u2019attenzione mediatica che le famiglie sono riuscite a imporre con le loro continue manifestazioni fa litigare tra loro i membri del nuovo governo, in Italia l\u2019unica risposta ufficiale \u00e8 stata quella che ha impedito alla delegazione di entrare al Cara di Caltanissetta, trasformando all\u2019occasione in una struttura detentiva quello che dovrebbe essere un Centro di accoglienza per richiedenti asilo.<br \/>\nQuelle mamme e quelle famiglie vogliono sapere che fine abbiano fatto i loro figli. Lo chiedono in Tunisia e in Italia, ma \u00e8 una domanda che riguarda anche l\u2019Unione europea. Sono arrivati? Sono stati catturati in un sistema detentivo come previsto dalle politiche di controllo delle migrazioni dell\u2019Ue? Sono stati respinti in mare, secondo una pratica seguita dalle autorit\u00e0 italiane anche nel corso del 2011 nonostante contravvenga le norme e i trattati internazionali?<br \/>\nCome collettivo di donne tunisine e italiane che sostengono la campagna \u201cDa una sponda all\u2019altra: vite che contano\u201d chiediamo insieme alle famiglie che le istituzioni tunisine, italiane ed europee diano un\u2019immediata risposta e che lo scambio delle impronte digitali avvenga dinanzi alle famiglie e a una delegazione del collettivo di sostegno all\u2019appello.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\" target=\"_blank\">Le Venticinqueundici<\/a> (venticinquenovembre@gmail.com)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.pontes.it\" target=\"_blank\">Associazione Pontes dei tunisini in Italia<\/a> (pontes@live.it)<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100002681810671\" target=\"_blank\">Associazione G. Verdi<\/a>, tunisini di Parma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia arriva dalla delegazione delle famiglie dei migranti tunisini dispersi, da qualche giorno in Italia, a Palermo, per iniziare la ricerca dei propri figli. 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