{"id":137,"date":"2011-02-28T11:07:56","date_gmt":"2011-02-28T10:07:56","guid":{"rendered":"http:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=137"},"modified":"2011-03-15T14:50:19","modified_gmt":"2011-03-15T13:50:19","slug":"lampedusa-la-frontiera-bruciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=137","title":{"rendered":"Lampedusa: la frontiera bruciata"},"content":{"rendered":"<p>Federica Sossi, 25 febbraio 2011 <strong> <\/strong><\/p>\n<p>Per qualcuno \u00e8 stato un terremoto. Ci hanno impiegato un po\u2019 a  capirlo, il tempo richiesto da una qualsiasi forma d\u2019analisi, seppur  minima, per arrivare poi a questa conclusione. \u201cCome se fosse stato un  terremoto, noi abbiamo capito che la dimensione \u00e8 questa\u201d, dice il 13  febbraio <a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/le-bugie-di-maroni-che-tempo-che-fa.html\">durante una trasmissione televisiva uno dei ministri dell\u2019interno<\/a> dell\u2019Unione europea dei 27. E nel \u201cnoi\u201d ci lascia intendere  quell\u2019apparato di funzionari, diplomatici, forze dell\u2019ordine, servizi  segreti, agenzie di informazione che fanno capo a un ministero degli  affari interni. Viene da chiedersi quali foto e quali video avranno  guardato, quali articoli avranno letto, su quali social network avranno  cliccato, su quali informazioni segrete si saranno basati per giungere a  tale conclusione. Noi, in realt\u00e0, avevamo visto altro: giovani e meno  giovani, donne e uomini scendere per le strade, organizzarsi nella  piazze, darsi fuoco persino, inneggiare alla libert\u00e0, distruggere  palazzi, scontrarsi con le forze dell\u2019ordine, soccorrere i feriti,  scrivere messaggi sul network per raccontare le loro giornate, inviare  immagini riprese dai cellulari, e poi gioire per una rivoluzione  riuscita. Gi\u00e0, era questo quello che avevamo visto in Tunisia e in  Egitto, e continua ad essere questo quello a cui tutti noi assistiamo in  questi giorni, nei mille modi che ognuno di noi ha per informarsi.  Loro, invece, piccoli o meno piccoli funzionari impegnati a stabilire  l\u2019ordine che in questi anni hanno inteso il loro compito nei termini di  vigili urbani addetti al traffico degli umani, ormai avvezzi a tradurre  in linguaggio naturale qualsiasi movimento umano &#8211;  abituati a parlare  di \u201cvalanghe\u201d, \u201conde\u201d, \u201cflussi\u201d, \u201cmaree\u201d, \u201ccatastrofi naturali\u201d, l\u00ec dove  noi vedevamo volti e corpi di uomini, donne, bambini partire, arrivare e  a volte naufragare &#8211; dopo una lunga e sicuramente non precipitosa  analisi hanno capito che la dimensione giusta \u00e8 quella di un terremoto.  Una dimensione naturale, dunque, che toglie azione, decisione, scelta,  desiderio, movimento agli eventi umani e li consegna a una forza altra,  indipendente e sicuramente imperscrutabile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>E dopo il terremoto, l\u2019onda; incontenibile, ovviamente, e  altrettanto naturale. E cos\u00ec che ormai da due settimane ci vengono  presentati gli eventi di cui siamo spettatori, chiedendoci di  parteciparvi con lo stesso sguardo e la stessa preoccupazione di quel  \u201csi salvi chi pu\u00f2\u201d istintiva di fronte ad ogni catastrofe naturale. Noi,  qui, da questa parte del mondo, dovremmo essere tutti partecipi del  loro stesso sentimento, e delegare a loro, che sanno analizzare persino i  terremoti e intuire le loro conseguenze, la necessaria protezione di  cui ogni essere umano sente bisogno dinanzi allo scatenarsi della  natura. Loro, infatti, chi in un modo, chi un altro, si stanno  precipitando tutti, dopo i primi sintomi dell\u2019onda in arrivo, a correre  ai ripari per salvaguardare la nostra incolumit\u00e0. Quando arriver\u00e0, che  dimensioni avr\u00e0, sin dove si spinger\u00e0, quali e quanti danni provocher\u00e0  non \u00e8 dato saperlo, nessuna certezza, solo quella di un indispensabile e  vasto lavoro di prevenzione per far fronte all\u2019inevitabile \u201ccorso degli  elementi\u201d.<\/p>\n<p>Qualche certezza, per\u00f2, nonostante il loro affannoso  precipitarsi, continua ad affiorare. L\u2019onda ha le sembianze di corpi  umani, per la prevalenza di sesso maschile, per la maggior parte  giovani, e sembra aver gi\u00e0 preso parola senza che nessuno gliela  chiedesse. Certo, non un discorso lungo e articolato, un racconto, una  narrazione, di cui i singoli componenti dell\u2019onda sembrano comunque  essersi dimostrati capaci, quando qualcuno \u00e8 andato a sondare le loro  propriet\u00e0 <a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/il-primo-volo.html\">per assicurarsi che fossero davvero quelle di esseri umani<\/a>.  Il linguaggio di questa strana onda fatta di essere umani \u00e8 un  linguaggio di gesti, pi\u00f9 che di voci, ma chiaro e indubitabile dal  momento che \u00e8 la sua stessa presenza a parlare, senza bisogno di tante  parole. L\u2019onda \u00e8 qui e lo dice, con molta semplicit\u00e0, essendoci. Anzi,  dal momento che l\u2019onda \u00e8 composta proprio da esseri umani, questi esseri  umani, giovani, meno giovani e giovanissimi, <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/saraprestianni\/sets\/72157625987275861\/show\/\">sono qui e lo dicono, con molta semplicit\u00e0, essendoci<\/a> .  Qui dove? Qui, a Lampedusa, in Italia, qualcuno, pochi, gi\u00e0 in Francia,  comunque qui, in Europa. Ricorda preoccupato, infatti, che si tratta di  una distanza di 70 chilometri, quello stesso ministro dei 27 mentre  invoca l\u2019aiuto degli altri stati membri del qui. \u201c70 chilometri\u201d,  ripete, \u201cla stessa distanza che c\u2019\u00e8 tra Milano e Bergamo\u201d, abituato  evidentemente a riportare tutto, persino gli eventi naturali di tali  proporzioni, come quelle di un terremoto, al suo sguardo miope e locale.  Gi\u00e0, 70 chilometri. 50 minuti di treno, se il tratto da percorrere \u00e8  quello tra Milano e Bergamo. Qualche ora di navigazione, nel caso sia  quello tra Tunisia e Lampedusa, luoghi di partenza e di arrivo di quegli  esseri umani che spaventano il ministro. Qui e l\u00ec, ci dicono allora le  loro partenze e i loro arrivi con tale chiarezza che persino  l\u2019angosciato ministro se ne \u00e8 accorto, sono in parte la stessa cosa,  come due citt\u00e0 di una stessa regione e di uno stesso stato, nulla di pi\u00f9  e nulla di meno.<\/p>\n<p>Ecco, una prima certezza. Quella di una breve distanza da  percorre, con meno di un\u2019ora di treno, con qualche ora di navigazione.  Poi, le altre certezze e le diverse conseguenze che ognuno di noi sar\u00e0  capace di trarre. Per percorrere quella distanza qualcuno va alla  stazione, fa il biglietto, sale sul treno, legge il giornale o ammira il  magnifico paesaggio padano dal finestrino e dopo meno di un\u2019ora si  trova alla stazione di Bergamo. Per percorrere quella stessa distanza,  qualcun altro \u00e8 sceso nelle strade, ha resistito nelle piazze, ha  distrutto palazzi, si \u00e8 scontrato con le forze dell\u2019ordine, ha soccorso i  suoi amici, ha urlato \u201churria\u201d\/\u201clibert\u00e0\u201d, e si \u00e8 conquistato un  linguaggio del corpo comprensibile a tutti senza bisogno di traduzione:  \u201cqui e l\u00ec sono la stessa cosa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQui e l\u00ec sono la stessa cosa\u201d \u00e8 un\u2019altra rivoluzione. Non  una, ma infinite frontiere bruciate. \u201cQui e l\u00ec sono la stessa cosa\u201d era,  infatti, gi\u00e0 prima degli eventi di questi mesi, una certezza che gli <em>harraga<\/em> maghrebini si sono portati con loro in tutti questi anni, strappando i  documenti di identit\u00e0 e bruciando le distanze segnate dalle frontiere  pi\u00f9 o meno visibili che gli stati europei avevano mobilitato per  impedire i loro viaggi. A loro, negli anni, si erano affiancati altri  \u201cbruciatori\u201d, con viaggi sempre pi\u00f9 pericolosi non solo per le maggiori  distanze da superare, ma per il dispiegamento sempre pi\u00f9 mobile e  invasivo delle frontiere europee che hanno disseminato sulle loro strade  innumerevoli ostacoli da scavalcare. A questo, nel corso dell\u2019ultimo  decennio, c\u2019eravamo tutti abituati, finendo per percepire come qualcosa  di naturale &#8211; un \u201cevento della natura\u201d proprio come le politiche europee  di contrasto e di guerra all\u2019immigrazione ci imponevano di fare &#8211;  persino la morte dei tanti rimasti per strada. Ma dopo le rivoluzioni  del Maghreb, \u201cqui e l\u00ec sono la stessa cosa\u201d diventa qualcosa di molto  pi\u00f9 travolgente, per l\u2019evidenza con cui ci viene detto e mostrato  proprio con quel linguaggio dei corpi e delle loro presenze che oltre a  non aver bisogno di traduzione sembra non aver nemmeno bisogno di  narrazione, perch\u00e9 \u00e8 un linguaggio che fa. E brucia, non solo le  frontiere e gli ostacoli disseminati un po\u2019 ovunque in questi anni dalle  politiche di guerra ai migranti, ma pure quelle frontiere secolari  costituite dalle trame, linguistiche, culturali, economiche, militari,  con cui quella breve distanza di 70 o ancor meno chilometri, a seconda  dei luoghi di collocazione da cui la si guardi, \u00e8 stata trasformata  nella \u201cnaturalezza\u201d di un \u201cnoi\u201d e \u201cloro\u201d declinato di volta in volta in  una distanza sempre comunque abissale.<\/p>\n<p>E per accorgersi che \u201cqui e l\u00e0 sono la stessa cosa\u201d sia  un\u2019altra rivoluzione, altrettanto travolgente di quella dei gelsomini e  di piazza Tahrir, cos\u00ec come di quelle ancora in atto, basterebbe la  lettura di una delle tante analisi di \u201cqui\u201d che con l\u2019inevitabile  naturalezza della consuetudine ci suggeriscono rappresentazioni di ci\u00f2  che sta avvenendo <em>ora<\/em>, <em>adesso<\/em> riproponendo la distanza  abissale attraverso la temporalit\u00e0. \u201cIl 1848 del mondo arabo\u201d, \u201cil 1989  del Maghreb\u201d si pu\u00f2 leggere spesso tra le mille parole riversate. Strani  modi di ricorrere alla storia per dimenticare la storia, sia di l\u00ec, che  di qui, tacendo<em> en passant<\/em> tanto le lotte anticoloniali di l\u00ec,  quanto i muri e le barriere post-89  pervasivi qui.  Ma, soprattutto,  sono proprio i tutori dell\u2019ordine \u201cinterno\u201d europeo, con il loro  precipitoso correre da un vertice all\u2019altro, a farcelo percepire. E non  tanto con i loro pi\u00f9 o meno velati sostegni o con le loro ritardate  prese di distanza dai dittatori caduti o sul punto di cadere, e nemmeno  con le loro complicit\u00e0 economiche e politiche, ma con il dispiegamento  di forze di vario genere che affrettatamente stanno cercando di  frapporre tra quei 70 chilometri che i giovani tunisini in arrivo a  Lampedusa hanno riportato alla loro breve distanza, questa s\u00ec,  \u201cnaturale\u201d.<\/p>\n<p>Ricordare i dati di fatto \u00e8 necessario, in giorni convulsi in  cui le parole amplificate per farci percepire il terremoto e il  \u201cpericolo\u201d che stiamo correndo sembrano averli ingoiati. In pochi  giorni, sull\u2019isola di Lampedusa, consueta agli arrivi cos\u00ec come alla  militarizzazione del suo territorio per farli dapprima rimbombare  ovunque e poi per impedirli, sono arrivati\u2026. pochi migranti. E\u2019 questo,  in fondo, quello che \u00e8 successo. 6200 persone, secondo i dati forniti  proprio dal ministro terremotato, in prevalenza tunisine. Certo, in  pochi giorni, e tutte insieme, inoltre, non in fuga, ma semplicemente  prendendo una barca come si prende un treno e se non con la stessa  spensieratezza e leggerezza, solo con un po\u2019 di maggiore organizzazione e  con qualche dinaro in pi\u00f9 per il costo del biglietto e per predisporsi,  nel caso, a poter rimanere, nell\u2019eventualit\u00e0 che il \u201cqui\u201d fosse di loro  gradimento o nell\u2019eventualit\u00e0 che non ci fossero a disposizione mezzi  per il ritorno. Gi\u00e0, 70 chilometri potrebbero essere anche questo:  prevedere un ritorno, come tutti i pendolari della tratta Milano Bergamo  sanno. Non \u00e8 cos\u00ec, per\u00f2, per il percorso Tunisia Lampedusa. E  continuer\u00e0 a non esserlo anche in futuro, nonostante la forza con cui  quei giovani avevano cercato di dirci che \u201cqui e l\u00ec sono la stessa  cosa\u201d. A impedire la piena riuscita di questa loro rivoluzione, infatti,  ci stanno pensando in molti e in molteplici modi.<\/p>\n<p>Ne elencher\u00f2 solo alcuni, tra i pi\u00f9 significativi. Negli  stessi giorni, pochi, in cui i giovani tunisini cominciavano ad  arrivare, l\u2019Italia dichiara lo stato di emergenza sul territorio  nazionale, <a href=\"http:\/\/www.asgi.it\/home_asgi.php?n=1436&amp;l=it\">\u201cin relazione all\u2019eccezionale afflusso di cittadini appartenenti ai Paesi del Nord Africa\u201d<\/a>,  chiama in soccorso Frontex, l\u2019agenzia per il controllo delle frontiere  esterne, i cui agenti rispondono con prontezza, convoca o chiede di  convocare vertici europei, accusa l\u2019Europa di indifferenza, l\u2019Europa  risponde, in modo pi\u00f9 o meno seccato, ma acconsente a vertici, invia  vicecommissari a Tunisi, promette finanziamenti, in Francia una <a href=\"http:\/\/www.davduf.net\/La-chasse-officielle-aux-Tunisiens,497.html\">nota informale della polizia<\/a> invita i funzionari di sicurezza pubblica di Cannes a fermare gli  stranieri irregolari \u201cdi nazionalit\u00e0 tunisina\u201d mentre il ministro degli  interni italiano tenta la carta dell\u2019esercito da inviare a Tunisi in  un\u2019iperbolica e tutta sua interpretazione di \u201cqui e l\u00ec sono la stessa  cosa\u201d, Tunisi risponde risentita che non \u00e8 proprio del tutto vero, ma  accetta soldi e <a href=\"http:\/\/www.lexpress.fr\/actualites\/1\/monde\/tunisie-des-gardes-cotes-accuses-par-des-emigrants-d-avoir-fonce-sur-leur-bateau_962485.html?actu=1\">comincia a speronare le imbarcazioni in partenza<\/a>.<\/p>\n<p>E\u2019 l\u201911 febbraio, 35 i  morti. E\u2019 notizia di ieri, invece, 24  febbraio 2011, mentre gli eventi stanno travolgendo la Libia e Gheddafi  risponde scatenando una guerra contro la popolazione, che i ministri  riunitisi a Bruxelles cercano di ritornare a pi\u00f9 miti consigli per non  lasciarsi travolgere anche dal delirio delle cifre. 6200 migranti, si \u00e8  detto, in prevalenza tunisini. Questi, gli arrivi. Ma tra arrivi  effettivi e arrivi delirati dai 6200 in questi giorni si \u00e8 passati ai  300.000 del ministro Frattini, dai suoi 300.000 alla forchetta piuttosto  ampia e incerta degli agenti di Frontex: dai 500.000 a 1 milione e  500.000. Maroni, prima ancora, nella trasmissione sul terremoto non dava  numeri, ma ricordava che gli abitanti della Tunisia sono 10 milioni e  quelli dell\u2019Egitto 80. Gli arabi nel mondo, gli suggeriamo noi, sono 350  milioni, uno pi\u00f9 uno meno, a seconda dei siti consultati.<\/p>\n<p>Nel frattempo, oltre ai cento militari italiani previsti dal  decreto di emergenza e due corvette con un equipaggio di 226 persone,  insieme agli agenti di Frontex arriveranno a Lampedusa anche quattro  aerei, due navi e due elicotteri dei paesi membri che hanno dato la loro  disponibilit\u00e0 <a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/e-frontex-sbarca-lampedusa.html\">alla missione Hermes 2011<\/a>,  Francia, Germania, Malta, Spagna e Olanda, accanto, ovviamente,  all\u2019Italia, che guider\u00e0 l\u2019operazione. Una vera e propria guerra, pronta a  scatenarsi, nel caso in cui Gheddafi non vinca la sua, e per la quale  si fanno le prime esercitazioni: il 15 febbraio, la guardia di finanza  italiana spara contro un\u2019imbarcazione con a bordo migranti egiziani,  ferendo al braccio uno di loro. Per i superstiti previsti, e nessuno si  azzarda per ora a dirci quanto ristretta possa essere questa forchetta,  si preparano intanto \u201cvillaggi della solidariet\u00e0\u201d. Come quello <a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/grand-hotel-di-mineo-deportati-c.html\">dell\u2019ex-residence per i militari Usa di Sigonella, a Mineo,<\/a> in provincia di Catania, inaugurato in fretta e furia proprio in questi  giorni convocando il sindaco del luogo al Viminale. All\u2019uscita  dall\u2019incontro, lui, forse per prevenire le obiezioni dei suoi cittadini  non solidali o quelle delle associazioni per i diritti dei migranti,  dichiara alla stampa che il trasferimento nel villaggio \u201criguarderebbe i  richiedenti asilo, categorie di persone che non possono spostarsi dal  luogo dove alloggiano e che hanno l\u2019interesse a comportarsi  dignitosamente in attesa di ottenere il riconoscimento dello status di  rifiuti\u201d. Forse un lapsus, o pi\u00f9 probabilmente un refuso del redattore  de \u201cLa Sicilia\u201d che riporta la notizia e la dichiarazione. Indice, per\u00f2,  anche in quest\u2019ultimo caso, di tutti i mezzi, persino linguistici,  dispiegati non solo dai ministri per ristabilire l\u2019ordine a cui eravamo  abituati ricordando ai giovani tunisini, egiziani, e ai prossimi  eventuali \u201cbruciatori\u201d che qui e l\u00e0, putroppo, non sono affatto la  stessa cosa.<\/p>\n<p><strong>Presentiamo qui alcuni documenti tra quelli che riteniamo pi\u00f9  significativi per raccontare gli accadimenti non naturali dell\u2019arrivo  dei migranti sull\u2019isola di Lampedusa. <\/strong><\/p>\n<p>Passpart\u00f9: Finalmente liberi (trasmissione radiofonica)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/amisnet.org\/agenzia\/2011\/02\/15\/passpartu-19-finalmente-liberi\/\">http:\/\/amisnet.org\/agenzia\/2011\/02\/15\/passpartu-19-finalmente-liberi\/<\/a><\/p>\n<p>Reportage fotografico di Sara Prestianni:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/saraprestianni\/sets\/72157625987275861\/show\/\">http:\/\/www.flickr.com\/photos\/saraprestianni\/sets\/72157625987275861\/show\/<\/a><\/p>\n<p>Sullo speronamento dell\u2019imbarcazione tunisina da parte della guardia costiera tunisina:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.lemonde.fr\/europe\/article\/2011\/02\/15\/des-rescapes-accusent-les-garde-cotes-tunisiens-d-avoir-precipite-leur-naufrage_1480564_3214.html\">http:\/\/www.lemonde.fr\/europe\/article\/2011\/02\/15\/des-rescapes-accusent-les-garde-cotes-tunisiens-d-avoir-precipite-leur-naufrage_1480564_3214.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/in-tunisia-con-i-parenti-delle-vittime.html\">http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/in-tunisia-con-i-parenti-delle-vittime.html<\/a><\/p>\n<p>Sul decreto che instaura lo stato di emergenza sul territorio nazionale:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.asgi.it\/home_asgi.php?n=1436&amp;l=it\">http:\/\/www.asgi.it\/home_asgi.php?n=1436&amp;l=it<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/guridb\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=1&amp;datagu=2011-02-21&amp;redaz=11A02242&amp;connote=true\">http:\/\/www.gazzettaufficiale.it\/guridb\/\/dispatcher?task=attoCompleto&amp;service=1&amp;datagu=2011-02-21&amp;redaz=11A02242&amp;connote=true<\/a><\/p>\n<p>Sulla missione Frontex Hermes 2011:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/e-frontex-sbarca-lampedusa.html\">http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/e-frontex-sbarca-lampedusa.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/migrantsatsea.wordpress.com\/2011\/02\/19\/frontex-press-release-hermes-2011-starts-tomorrow-in-lampedusa\/\">http:\/\/migrantsatsea.wordpress.com\/2011\/02\/19\/frontex-press-release-hermes-2011-starts-tomorrow-in-lampedusa\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.agi.it\/in-primo-piano\/notizie\/201102191916-ipp-rt10127-immigrati_ue_da_domani_missione_frontex_in_italia\">http:\/\/www.agi.it\/in-primo-piano\/notizie\/201102191916-ipp-rt10127-immigrati_ue_da_domani_missione_frontex_in_italia<\/a><\/p>\n<p>Sul \u201cvillaggio della Solidariet\u00e0 a Mineo\u201d e le dichiarazioni del sindaco:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/amisnet.org\/agenzia\/2011\/02\/22\/passpartu-20-accoglienza-a-microonde\/\">http:\/\/amisnet.org\/agenzia\/2011\/02\/22\/passpartu-20-accoglienza-a-microonde\/<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/arriva-in-sicilia-lemergenza-migranti.html\">http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/arriva-in-sicilia-lemergenza-migranti.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radiotelecolor.it\/index.php?id=53795\/sicilia\/castania-a-mineo-massimo-2mila-rifugiati\">http:\/\/www.radiotelecolor.it\/index.php?id=53795\/sicilia\/castania-a-mineo-massimo-2mila-rifugiati<\/a><\/p>\n<p>Sui radar sulle coste siciliane:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.storiemigranti.org\/spip.php?article846\">http:\/\/www.storiemigranti.org\/spip.php?article846<\/a> <a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/siracusa-il-primo-radar-anti-migranti.html\">http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/2011\/02\/siracusa-il-primo-radar-anti-migranti.html<\/a><\/p>\n<p>Sulla caccia ai tunisini a Cannes:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.davduf.net\/La-chasse-officielle-aux-Tunisiens,497.html\">http:\/\/www.davduf.net\/La-chasse-officielle-aux-Tunisiens,497.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.humanite.fr\/23_02_2011-sur-la-c%C3%B4te-dazur-la-chasse-aux-tunisiens-bat-son-plein-465657\">http:\/\/www.humanite.fr\/23_02_2011-sur-la-c%C3%B4te-dazur-la-chasse-aux-tunisiens-bat-son-plein-465657<\/a><\/p>\n<p>Sulla guardia di finanza italiana che spara agli immigrati:<br \/>\nLibia, se a sparare sono armi italiane, di Maurizio Simoncelli<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.paneacqua.eu\/notizia.php?id=17023\">http:\/\/www.paneacqua.eu\/notizia.php?id=17023<\/a><\/p>\n<p>Per l\u2019intervista al ministro Maroni:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/le-bugie-di-maroni-che-tempo-che-fa.html\">http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/le-bugie-di-maroni-che-tempo-che-fa.html<\/a><\/p>\n<p>Per l\u2019intervista del ministro Maroni dopo il vertice a Bruxelles (24 febbraio 2011):<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/322193\">http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/322193<\/a><\/p>\n<p>Per le interviste ai migranti tunisini a Lampedusa (di Gabriele Del Grande):<br \/>\n<a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/il-primo-volo.html\">http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/il-primo-volo.html<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/aspettando-parigi-viaggio-lampedusa-con.html\">http:\/\/fortresseurope.blogspot.com\/2011\/02\/aspettando-parigi-viaggio-lampedusa-con.html<\/a><\/p>\n<p>Altri articoli:<\/p>\n<p>Lampus\u00eca, di Sandro Chignola e Sandro Mezzadra:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/uninomade.org\/lampusia\/\">http:\/\/uninomade.org\/lampusia\/<\/a><br \/>\nEuropa y la revoluci\u00f3n. La UE debe trocar su mezquindad por un firme apoyo a quienes luchan por su dignidad (El Pais)<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.elpais.com\/articulo\/opinion\/Europa\/revolucion\/elpepiopi\/20110223elpepiopi_1\/Tes\">http:\/\/www.elpais.com\/articulo\/opinion\/Europa\/revolucion\/elpepiopi\/20110223elpepiopi_1\/Tes<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Federica Sossi, 25 febbraio 2011 Per qualcuno \u00e8 stato un terremoto. Ci hanno impiegato un po\u2019 a capirlo, il tempo richiesto da una qualsiasi forma d\u2019analisi, seppur minima, per arrivare poi a questa conclusione. \u201cCome se fosse stato un terremoto, &hellip; <a href=\"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=137\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2431,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[30,11,12,14,13,9,24,22,23,10],"class_list":["post-137","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-migrazioni","tag-30","tag-ciecpt","tag-controllo","tag-frontex","tag-frontiere","tag-lampedusa","tag-le-25-11","tag-le-venticinqueundici","tag-leventicinqueundici","tag-migranti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/137","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2431"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=137"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/137\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":140,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/137\/revisions\/140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=137"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=137"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=137"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}