{"id":1139,"date":"2012-07-04T12:47:00","date_gmt":"2012-07-04T10:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=1139"},"modified":"2012-07-04T19:24:35","modified_gmt":"2012-07-04T17:24:35","slug":"ostinarsi-perche-le-vite-non-sono-numeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/leventicinqueundici.noblogs.org\/?p=1139","title":{"rendered":"Ostinarsi perch\u00e8 le vite non sono numeri"},"content":{"rendered":"<p>Nei prossimi giorni alcune di noi partiranno per Tunisi per incontrare le madri degli migranti tunisini dispersi e decidere insieme a loro come continuare la nostra battaglia. Lo scambio delle impronte \u00e8 stato effettuato, la nostra richiesta era stata quella di poter controllare lo scambio ma questo non \u00e8 avvenuto. Cosa ancora pi\u00f9 grave nessuna comunicazione ufficiale \u00e8 stata data alle madri. I loro figli, i corpi dei loro figli sono stati ridotti a numero, a semplici impronte di cui sono stati dati letteralmente i numeri.<!--more--><\/p>\n<p>Per il raffronto, la Tunisia ha sostenuto di aver inviato una volta 319 impronte, un&#8217;altra 280. L&#8217;Italia, per bocca di Pomponio, capo della polizia scientifica, ha parlato di 252 impronte. La ministra Cancellieri, rispondendo alla commissione del senato dei diritti umani, ha dichiarato che la scomparsa dei migranti tunisini \u00e8 un \u201ccaso di altissimo significato sul piano umano, che non ha visto certamente indifferenti le autorit\u00e0 italiane, le quali, anzi, hanno avuto immediati e intensi contatti con rappresentanti diplomatici della Tunisia per le iniziative destinate al rintraccio\u201d. Tuttavia, ha aggiunto che \u201csu 142 persone segnalate solo 8 sono state oggetto di riscontro da parte della Polizia italiana, e, tra queste, solo 1 risulta effettivamente transitata nel nostro Paese dopo la crisi politica nordafricana. Per le altre 7, infatti, gli approfondimenti hanno consentito di accertare che il loro passaggio in Italia risaliva ad epoca assai precedente alla presunta partenza dalla Tunisia\u201d. Quindi 142 e non 252 come aveva detto Pomponio? E chi sono? Che nomi hanno? E quell&#8217;uno di cui c&#8217;\u00e8 il riscontro chi \u00e8, con quale imbarcazione \u00e8 arrivato? Questo dare i numeri e non considerare che dietro i numeri ci siano delle vite \u00e8 lo stesso linguaggio utilizzato quando si parla degli esodati, le vite qua e l\u00e0 non contano, ma sembra che stentiamo ad accorgercene.<\/p>\n<p>Con i cambi di governo sulle due sponde, poco o nulla \u00e8 cambiato delle politiche migratorie dei paesi affacciati sul Mediterraneo. L&#8217;accordo, sottoscritto lo scorso 3 aprile tra la Ministra Anna Maria Cancellieri e il Ministro dell&#8217;Interno libico Fawzi Al Taher Abdulali, ha riconfermato la politica dei respingimenti in mare e dei centri di detenzione in territorio libico. Il testo dell\u2019accordo parla della costruzione di un &#8220;centro sanitario a Kufra, per garantire i servizi sanitari di primo soccorso a favore dell&#8217;immigrazione illegale&#8221;. Ma Kufra \u2013luogo di passaggio per molti migranti provenienti da Egitto, Sudan e Ciad e diretti verso le zone industriali della Libia o i paesi europei\u2013 non \u00e8 mai stata sede di un centro sanitario, n\u00e9 tantomeno di una struttura di accoglienza. In questi anni Kufra ha invece ospitato un durissimo e disumano centro di detenzione per migranti, luogo di torture, abusi e stupri, la cui costruzione era stata finanziata dall\u2019Italia nel quadro degli accordi con la Libia. Oggi, i due paesi continuano ad accordarsi per mettere a rischio la vita delle persone e il linguaggio delle garanzie sanitarie non serve a nascondere le scomparse e le morti causate da queste politiche.<\/p>\n<p>Su un\u2019altra sponda del Mediterraneo, in altri centri di accoglienza o di identificazione ed espulsione, la politica del confinamento continua a privare della libert\u00e0 migliaia di migranti. Nel centro di Milo, vicino Trapani, l\u201911 giugno una <a href=\"http:\/\/video.repubblica.it\/le-inchieste\/trapani-il-cie-della-vergogna-violenza-tra-i-cancelli-colorati\/97978\/96360\">rivolta<\/a> ha denunciato la violenza della reclusione. Nonostante la brutale repressione, alcuni migranti sono riusciti a fuggire riprendendosi la propria libert\u00e0 di movimento. A Milano invece, continua il <a href=\"http:\/\/www.autistici.org\/macerie\/?p=29191\">processo<\/a> contro otto tunisini accusati di devastazione e saccheggio per una rivolta avvenuta nel Cie di Via Corelli a met\u00e0 gennaio e i ragazzi rischiamo fino a otto anni di prigione. A Roma la procura ha ripreso uno sconcertante provvedimento del giudice per le indagini preliminari di Agrigento. Nel dicembre scorso alcuni volontari di associazioni di Lampedusa avevano denunciato alla procura di Agrigento l&#8217;illeggittimit\u00e0\u00a0 del trattenimento di migranti sbarcati a Lampedusa la scorsa estate. I sopravvissuti alla traversata furono accompagnati nel centro di soccorso e prima accoglienza e per molti le prime cure si trasformarono in un trattenimento di diverse settimane in condizioni di sostanziale detenzione (essendo la struttura circondata da un muro alto pi\u00f9 di tre metri, potenziato da filo spinato ed essendo impedito non solo di uscire ma anche di circolare liberamente all&#8217;interno). La procura di Agrigento ha archiviato la denuncia e la procura di Roma si \u00e8 acriticamente adeguata chiedendo a sua volta l&#8217;archiviazione dell&#8217;esposto. Con buona pace di ogni diritto e garanzia.<\/p>\n<p>Insomma lo scenario \u00e8 sempre lo stesso e le negoziazioni in corso fra Italia e Tunisia per nuovi accordi sulle migrazioni non promettono nessun cambiamento. Noi crediamo di dover far tesoro dell&#8217;insegnamento delle madri dei migranti tunisini dispersi che continuano ad assillare, ossessionare i rappresentanti delle istituzioni ribadendo ostinatamente che qui e l\u00e0 le vite contano. Siamo consapevoli che \u00e8 una domanda a cui le istituzioni non possono rispondere, perch\u00e8 implicherebbe un riconoscimento delle loro responsabilit\u00e0 e la necessaria constatazione che la terra \u00e8 di tutte e di tutti e che la libert\u00e0 di movimento non pu\u00f2 essere riservata solo a una parte dell\u2019umanit\u00e0 , come insieme alle madri abbiamo affermato nelle nostre iniziative.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei prossimi giorni alcune di noi partiranno per Tunisi per incontrare le madri degli migranti tunisini dispersi e decidere insieme a loro come continuare la nostra battaglia. 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